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Un meritato riconoscimento Stampa E-mail

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Il presidente B.Brogliato consegna il riconoscimento a Gino Benedetti.(8-6-08)

Un meritato riconoscimento a Gino Benedetti, veterano d’Africa, socio e volontario dell’Associazione per la Collaborazione allo Sviluppo di Base della Guinea Bissau di Verona –Onlus, è stato consegnato dal presidente Bortolo Brogliato domenica 8 giugno, a Moruri sulle colline veronesi, durante un’incontro di volontari e collaboratori. Gino e la sua famiglia collaborano intensamente ai progetti dell’Associazione con la fornitura di materiali per la pavimentazione e accessori sanitari (facendosi anche promotori presso altre ditte) e con la partecipazione diretta ai lavori per la posa degli stessi.

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Gino insegna agli apprendisti guineani (feb.2004)

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Gino a Bissau con il figlio Claudio al Centro Medico Diagnostico

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Il primo pilone della Scuola Materna viene intitolato a Gino (feb.2008)

 
Grazie ai volontari Stampa E-mail

Padre Mario

Il coordinamento dei lavori del cantiere è stato curato da Padre Mario Faccioli, missionario del Pime, da parecchi anni in Guinea Bissau.

Vari gruppi di volontari, hanno partecipato al lavoro di finitura del Centro Medico Diagnostico “Mons. Settimio Arturo Ferrazzetta” e sono rientrati, con la gioia di aver svolto un buon lavoro. Alcuni sono tornati più volte, anche singolarmente, per portare a termine impianti elettrici, idraulici, ecc., che hanno richiesto parecchio lavoro, consapevoli di aver preso un impegno, con quella gente che ha grande bisogno e attende che il centro venga completato con la dotazione di attrezzature minime necessarie per una sanità di base.

Questo era il sogno del Vescovo Settimio, che ha dedicato alla Guinea Bissau 42 anni della sua vita di missionario:

“Salvare tanti bambini, tante mamme, tanti uomini, tante donne, che ogni giorno hanno bisogno di cure mediche, ma non si possono permettere di pagarle a causa della grande povertà.”

L’Associazione per la collaborazione allo sviluppo di base della Guinea Bissau, con questo impegno, intende assicurare anche ai malati più indigenti la possibilità di avere cure e mezzi diagnostici moderni ed efficienti, medici e infermieri preparati e disponibili.

Durante i lavori, ogni giorno, una fila di persone stava sulla porta, più numerose le mamme con in braccio bambini ammalati, in attesa che il medico del gruppo potesse riceverli. Per questo motivo si è ritenuto necessario far iniziare l’attività del Centro Medico ancora prima del termine dei lavori, attrezzando una stanza e trasferendo un infermiere locale, appartenente alla cooperativa, per risolvere almeno i casi più semplici come le medicazioni di piaghe.

 
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